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FONDO TESORERIA INPS: RIFORMATI DAL 2026 I CRITERI DI ADESIONE

Scritto il 13 Febbraio 2026

Con il comma 203 dell’articolo 1 della Legge 199/2025, il legislatore interviene in modo strutturale sui criteri di computo utili a determinare l’obbligo di adesione al Fondo Tesoreria INPS per il versamento del TFR dei lavoratori che scelgono di mantenerlo in azienda.

Si tratta di una riforma significativa, destinata a modificare in maniera sostanziale la platea delle aziende obbligate, introducendo un sistema dinamico di verifica annuale dell’organico.

Cos’è il Fondo Tesoreria INPS?

Il Fondo Tesoreria INPS è stato istituito dall’articolo 1, commi 755 e seguenti, della Legge n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007).

La sua funzione è quella di:

  • raccogliere le quote di TFR maturando dei lavoratori dipendenti del settore privato;

  • nel caso in cui tali lavoratori non abbiano optato per la previdenza complementare;

  • e siano occupati presso aziende di dimensioni medio-grandi.

Finalità del Fondo

L’obiettivo è garantire che il TFR maturato sia:

  • accantonato presso un ente pubblico;

  • protetto anche in caso di crisi aziendale;

  • pienamente disponibile al lavoratore al momento della cessazione del rapporto.

Quali erano i criteri fino al 31 dicembre 2025?

Fino al 31 dicembre 2025 si applicava un sistema “cristallizzato”, introdotto nel 2007.

In particolare:

1) Datori di lavoro già attivi al 31 dicembre 2006
L’obbligo scattava solo se la media annuale dei lavoratori in forza nel 2006 era pari o superiore a 50 dipendenti.

2) Datori di lavoro avviati dopo il 31 dicembre 2006
Si prendeva a riferimento la media dei lavoratori nell’anno di inizio attività.

  • Se in quell’anno non veniva raggiunta la soglia dei 50 dipendenti,

  • l’obbligo non scattava mai, neppure in caso di crescita successiva dell’organico.

 Questo meccanismo rendeva la disciplina rigida e non più coerente con l’evoluzione aziendale.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2026?

Dal 2026 il sistema cambia radicalmente.

Non esiste più una fotografia fissa riferita al 2006 o all’anno di avvio dell’attività.
Viene introdotto un criterio dinamico di verifica annuale.

Nuova regola generale

A partire dai periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2026, l’obbligo deve essere verificato ogni anno, prendendo come riferimento:

la media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente.

Esempio:

  • per stabilire se nel 2026 sussiste l’obbligo,

  • si considera la media dipendenti del 2025.

 Un’azienda che in passato non era obbligata potrebbe diventarlo ora o negli anni successivi.

Le nuove soglie dimensionali

a riforma introduce una progressiva riduzione delle soglie.

Anni 2026 e 2027

Obbligo se la media dipendenti dell’anno precedente è almeno 60 lavoratori.

Esempio:
Se la media dipendenti 2025 è pari o superiore a 60 → dal 2026 scatta l’obbligo di versamento al Fondo Tesoreria.

Anni 2028 – 2031

Obbligo se la media dipendenti dell’anno precedente è almeno 50 lavoratori.

Dal 2032 in poi

Obbligo se la media dipendenti dell’anno precedente è almeno 40 lavoratori.

Implicazioni operative per le aziende

La riforma comporta alcune conseguenze rilevanti:

  • la platea delle aziende obbligate è destinata ad ampliarsi;

  • il monitoraggio dell’organico diventa attività strutturale annuale;

  • sarà necessario verificare con precisione il criterio di computo della media dipendenti.

In particolare, sono direttamente interessate le aziende che:

  • nel 2025 hanno avuto una media pari o superiore a 60 dipendenti,

  • ma che, secondo le vecchie regole, non erano obbligate.

In attesa della circolare INPS

Sebbene la norma sia già in vigore, si attendono le istruzioni operative dell’INPS, necessarie per:

  • chiarire le modalità di calcolo della media;

  • definire eventuali criteri di computo dei lavoratori part-time, intermittenti o a termine;

  • disciplinare l’avvio operativo del nuovo obbligo.

Non appena verrà pubblicata la circolare applicativa, lo Studio fornirà tempestivo aggiornamento.

Conclusioni

La riforma del Fondo Tesoreria INPS segna il passaggio:

  • da un sistema statico e cristallizzato,

  • a un modello dinamico e progressivo,

  • coerente con l’evoluzione dimensionale delle imprese.

Per molte aziende si tratta di un cambiamento sostanziale, che impone una verifica immediata della media dipendenti 2025 in vista del 2026.

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