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DISTACCO DEI LAVORATORI: NUOVE POSSIBILITÀ PER TUTELARE OCCUPAZIONE E CONTINUITÀ PRODUTTIVA

Scritto il 17 Settembre 2026

Il distacco del lavoratore rappresenta uno strumento attraverso il quale un datore di lavoro può mettere temporaneamente uno o più dipendenti a disposizione di un altro soggetto per lo svolgimento di una determinata attività.

La disciplina generale è contenuta nell’art. 30 del D.Lgs. n. 276/2003 e richiede, normalmente, la presenza di un interesse concreto del datore di lavoro distaccante.

Il rapporto di lavoro continua comunque a rimanere in capo all’impresa originaria, che conserva la responsabilità del trattamento economico, normativo e contributivo del dipendente.

La novità introdotta nel 2026

Con l’art. 16-quater del D.L. n. 62/2026, convertito dalla Legge n. 112/2026, il legislatore ha introdotto una disciplina sperimentale che amplia significativamente le possibilità di utilizzo del distacco.

Dal 28 giugno 2026 e fino al 31 dicembre 2029, previo accordo sindacale, il distacco può infatti essere utilizzato anche in assenza di uno specifico interesse del datore di lavoro distaccante, purché persegua determinate finalità occupazionali e produttive.

In particolare, il nuovo strumento può essere utilizzato per:

  • salvaguardare i livelli occupazionali;
  • garantire la continuità produttiva;
  • conservare le competenze professionali dei lavoratori;
  • evitare o limitare sospensioni dell’attività;
  • ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali;
  • fronteggiare situazioni di esubero del personale.

Un elemento particolarmente rilevante è che il distacco può avvenire anche tra aziende appartenenti a settori differenti o che applicano contratti collettivi diversi.

Deve però essere assicurato il rispetto delle mansioni svolte dal lavoratore.

Il ruolo dell’accordo sindacale

La maggiore flessibilità prevista dalla nuova disciplina non significa assenza di vincoli.

L’utilizzo del distacco previsto dalla normativa del 2026 richiede infatti la presenza di uno specifico accordo sindacale, che assume un ruolo centrale nel disciplinare l’operazione e nel garantire la tutela dei lavoratori coinvolti.

Rimane inoltre importante definire con precisione durata del distacco, condizioni applicabili, mansioni interessate e rapporti tra impresa distaccante e impresa distaccataria.

Uno strumento di gestione preventiva delle crisi

La nuova disciplina rafforza il ruolo del distacco come possibile alternativa alla sospensione dell’attività lavorativa, alla cassa integrazione o, nei casi più critici, alla riduzione del personale.

Per le imprese può quindi diventare uno strumento di gestione preventiva delle eccedenze temporanee di personale, consentendo di conservare professionalità e competenze che potrebbero tornare necessarie con la ripresa dell’attività produttiva.

Considerata la natura sperimentale della disposizione e la necessità di coordinare il nuovo istituto con la disciplina ordinaria, è tuttavia opportuno valutare ogni operazione di distacco verificandone preventivamente presupposti, accordo sindacale, mansioni e corretta gestione amministrativa del rapporto di lavoro.

 

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