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SCENE DA UN MATRIMONIO (TRA LA FORMAZIONE PER IL MANAGEMENT E IL CINEMA): BABE, MAIALINO (E APPRENDISTA!) CORAGGIOSO!

Scritto il 21 Settembre 2020

Con questo articolo continuiamo ad affrontare i grandi del management e del lavoro, attraverso la Settima Arte: il Cinema!

Il tema dell’utilizzo di un’opera cinematografica nella didattica formativa in fondo è supportato dalle ricerche più recenti delle neuroscienze (ah, i neuroni specchio) e quelle della psicoanalisi; vedere al Cinematografo, godere durante un’esperienza formativa di immagini filmiche, ci porta a cogliere lo sviluppo di una storia, ci porta a riconoscersi come “attori” protagonisti in grado di sperimentare un (nuovo?!) metodo, un processo: il “regista” di questo processo organizzativo, di questo apprendimento attraverso le immagini, sarà questa volta il…Formatore.

Oggi desideriamo “erogare formazione” per il tramite del film “Babe maialino coraggioso” (la prima parte in particolare, n.d.a.), film australiano del 1995 di Chris Noonan.

Ecco una breve sintesi ed analisi del film, per la parte di nostro interesse, quella iniziale.

Il maialino Babe viene inserito nella sua nuova casa, la fattoria dove vivono tanti altri animali: ne scopre lentamente le regole, le consuetudini, ufficiali e quelle forse ancora più importanti, quelle non ufficiali poiché non scritte, che impongono a ognuno di osservare un comportamento consono al proprio ruolo e alle proprie responsabilità.

Il maialino si trova infatti ad affrontare delle gerarchie consolidate, probabilmente immutabili, uno status quo acquisito e nei confronti del quale non sembra esserci altro comportamento accettabile che l’adattamento; messaggi rassicuranti (coccole) si alternano ad altri contradditori o addirittura minacciosi (“verrai fatto fuori e mangiato”), pettegolezzi, “previsioni del tempo” non richieste (“fidati andrà così”, “fidati adesso succederà questo”…): tutte queste fonti di informazioni, quando magari persino non reticenti, fomentano indubbiamente tanta confusione nel povero Babe e la conseguente ansia che ne deriva.

Il film, come si evince facilmente nella parte sopra descritta, può essere visto come un processo di apprendimento socio-organizzativo/aziendale: la storia infatti può essere interpretata come una metafora dell’inserimento in azienda di un neo-assunto, con le relative modalità di integrazione/inclusion nell’organizzazione.

L’ingresso di una nuova risorsa in azienda produce spesso delle correnti vibrazionali notevoli, caratterizzate principalmente dalla curiosità dei colleghi (figurarsi, se poi fosse come Babe un diversamente…“diversity”?!) e dalla forte emozione del nuovo arrivato: per quest’ultimo in particolare si parla persino di shock da inserimento, poiché egli deve affrontare e superare un periodo di prova (spesso soprattutto ambientale!) per potere vedere confermato il suo contratto di lavoro.

Le aziende più virtuose e attente alla gestione (e sviluppo) del Personale, che mettono al centro di tutto la Persona, si preoccupano di quanto sopra e affidano l’accoglienza e l’inserimento della nuova risorsa, mediante generalmente il Tutoraggio e la Formazione, alla Funzione HR: Induction, Orientation, Onboarding sono i tre termini tecnici che definiscono proprio le attività con l’obiettivo comune di agevolare l’inserimento dei neo-assunti in azienda, ancorché si riferiscano a processi di inserimento diversi.  

L’induction si concentra sul passaggio di informazioni sull’organizzazione (la vision, la mission, la storia…), sulla consegna di documenti amministrativi (lettera di benvenuto, contratto di assunzione, welcome book o welcome kit se disponibile, regolamento aziendale, codice disciplinare ecc.): la durata in genere è al massimo di una giornata ed è la Direzione del Personale ad avere la responsabilità di organizzare gli incontri.

Terminata l’Induction parte il processo di Orientation il quale dura due/tre giorni e prende in considerazione l’ambiente specifico di lavoro del neo-assunto, che viene presentato ed introdotto al suo Team (e anche alla platea più ampia di colleghi tout court): l’obiettivo precipuo è quello di favorire la conoscenza delle attività da svolgere e degli strumenti di lavoro a disposizione. L’attività di Orientation è svolta internamente alla funzione dove viene inserita la nuova risorsa: sarà il manager di questa funzione a prendersi cura del neo-assunto.

L’Onboarding è un processo molto più articolato e complesso, che può durare anche alcuni mesi, il cui core si basa sull’integrazione del neo-assunto nella cultura aziendale e sullo sviluppo delle competenze principali per la specifica realtà organizzativa: si tratta in pratica, ad esempio, di far conoscere e rispettare le politiche interne dell’azienda; far conoscere i valori aziendali; mostrare la collocazione del dipendente nell’organigramma aziendale. Anche nel caso dell’Onboarding la responsabilità principale dello stesso cade sulla Direzione del Personale, la quale dovrà renderlo efficace organizzando corsi di formazione, attività di mentoring o di mero tutoraggio e attività di coaching (per le figure più altamente manageriali). 

In conclusione vogliamo quindi evidenziare, e soprattutto ricordare, che è cosa buonissima e giustissima mantenere lo stesso rigoroso standard (cura dei dettagli operativi ed organizzativi) spesso seguito durante la selezione del Personale anche nell’inserimento iniziale della nuova risorsa; è una fase come abbiamo visto nel film che può essere molto delicata per il Babe/neo-assunto, in cui inizia a formarsi il c.d. “contratto psicologico” fra datore di lavoro e collaboratore, il quale concretamente determina le condizioni di partenza destinate inevitabilmente a condizionare (nel bene e nel male, “in salute e in malattia”) nel tempo il futuro rapporto di collaborazione professionale con l’organizzazione.

Ps Si sarà notato che l’attività di accoglienza ed inserimento è normalmente realizzata dalla Funzione HR assieme al capo diretto (o da colleghi più anziani delegati per questo inserimento), i quali dovranno impegnarsi anche con estrema sensibilità per evitare che al maialino “venga tagliata la testa” e che venga mandato al macello: certo, anche il maialino non dovrà essere una pecora nera, un asino, sennò gli head hunter dovranno ritornare a cacciare…ma questo è tutto un altro film! Coming soon…

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