
ALCOL E DROGHE SUL LAVORO: QUANDO È POSSIBILE LA VISITA MEDICA PER MANSIONI A RISCHIO (DL 159/2025)
Scritto il 18 Marzo 2026
La gestione di alcol e droghe sul lavoro rappresenta uno dei temi più delicati nell’ambito della sicurezza aziendale. Da un lato vi è l’esigenza di garantire ambienti di lavoro sicuri, dall’altro quella di rispettare la privacy e la dignità del lavoratore.
Con il Decreto Legge n. 159/2025, il legislatore è intervenuto modificando l’articolo 41 del D.Lgs. 81/2008, introducendo una novità significativa: la possibilità di effettuare una visita medica immediata al lavoratore addetto a mansioni a rischio, qualora vi sia un ragionevole sospetto che si trovi sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.
Si tratta di una modifica molto attesa dalle aziende, che fino ad oggi si trovavano spesso in una posizione giuridicamente incerta nella gestione di situazioni potenzialmente pericolose.
La modifica normativa: cosa cambia nell’articolo 41 del Testo Unico Sicurezza
Il Dl 159/2025 ha introdotto nel comma 2 dell’articolo 41 del D.Lgs. 81/2008 la nuova lettera e-quater).
La norma prevede espressamente la possibilità di effettuare una visita medica straordinaria, prima o durante il turno di lavoro, quando esista un ragionevole motivo di ritenere che il lavoratore sia sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Lo scopo della visita è molto chiaro:
- verificare l’idoneità del lavoratore allo svolgimento dell’attività
- prevenire situazioni di pericolo per sé e per gli altri lavoratori
- ridurre il rischio di infortuni sul lavoro
La visita rientra a pieno titolo nel sistema di sorveglianza sanitaria aziendale, che rappresenta uno dei pilastri della prevenzione nei luoghi di lavoro.
Mansioni a rischio infortuni: quando si applica la norma
La nuova disposizione riguarda esclusivamente i lavoratori che svolgono mansioni ad elevato rischio infortuni.
L’individuazione di queste attività deriva da due riferimenti normativi principali:
- articolo 15 della Legge 125/2001(prevenzione alcoldipendenza)
- articolo 125 del DPR 309/1990(disciplina delle sostanze stupefacenti)
Le mansioni considerate a rischio comprendono, tra le altre:
- attività di trasporto terrestre
- attività di trasporto marittimo
- conduzione di macchinari complessi
- utilizzo di attrezzature pericolose
- attività per cui è richiesto un certificato di abilitazione professionale
In questi contesti, anche un minimo stato di alterazione psicofisica può aumentare significativamente il rischio di incidente.
Perché la norma era attesa dalle aziende
Prima di questa modifica normativa, molte aziende si trovavano di fronte a un vuoto operativo.
Se un lavoratore manifestava comportamenti che lasciavano presumere uno stato di alterazione dovuto ad alcol o droghe, il datore di lavoro si trovava di fronte a un dilemma:
- far proseguire l’attività, assumendosi il rischio di un eventuale infortunio
- intervenire senza una base normativa chiara, con possibili contestazioni da parte del lavoratore
Il risultato era una situazione di forte incertezza giuridica.
La nuova disposizione introduce invece uno strumento formale di intervento, consentendo al datore di lavoro di attivare una verifica sanitaria immediata nei casi sospetti.
Il nodo interpretativo: la circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
Nonostante la norma non preveda esplicitamente alcun rinvio, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la circolare n. 1 del 23 febbraio 2026, ha prospettato una possibile limitazione dell’immediata operatività della disposizione.
Secondo l’interpretazione dell’INL, l’applicazione piena della norma dovrebbe attendere la definizione di un nuovo Accordo Stato-Regioni in materia di dipendenze.
Tuttavia, questa lettura ha sollevato diverse perplessità tra gli operatori.
Il nuovo accordo dovrebbe infatti disciplinare principalmente:
- l’accertamento dello stato di alcoldipendenza
- l’accertamento dello stato di tossicodipendenza
situazioni molto diverse dall’ipotesi prevista dalla nuova norma, che riguarda invece l’accertamento immediato di uno stato di alterazione temporaneo, anche in assenza di dipendenza.
I problemi pratici per le aziende
Anche con la nuova norma, la gestione di queste situazioni resta complessa.
Le aziende devono infatti affrontare diverse criticità operative:
1. Privacy e dati sanitari
L’accertamento dello stato di alterazione coinvolge dati sanitari particolarmente sensibili, che devono essere gestiti nel rispetto del Regolamento GDPR e della normativa sulla privacy.
2. Gestione del lavoratore non idoneo
Se il lavoratore risulta temporaneamente non idoneo, l’azienda deve valutare:
- allontanamento dalla mansione a rischio
- eventuale ricollocazione temporanea
- gestione disciplinare della situazione
3. Coordinamento con il medico competente
La visita deve essere gestita nell’ambito della sorveglianza sanitaria, quindi con il coinvolgimento del medico competente.
Questo richiede procedure aziendali chiare e formalizzate.
Nuove regole in arrivo entro il 2026
Il legislatore ha inoltre previsto un ulteriore intervento normativo.
Entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere emanato un provvedimento volto a:
- rivedere le modalità di accertamento della tossicodipendenza
- aggiornare le procedure per l’accertamento dell’alcoldipendenza
- definire criteri operativi uniformi per le aziende
Questo intervento dovrebbe contribuire a chiarire ulteriormente il quadro applicativo.
Il ruolo del consulente del lavoro nella gestione di alcol e droghe sul lavoro
In situazioni come queste, le aziende non possono improvvisare.
La gestione di casi sospetti di alcol o droghe sul lavoro richiede infatti una perfetta integrazione tra:
- normativa sulla sicurezza sul lavoro
- diritto del lavoro
- privacy e trattamento dei dati sanitari
- procedure disciplinari aziendali
È proprio qui che entra in gioco il ruolo del consulente del lavoro.
Un consulente del lavoro esperto, che conosca anche la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, può aiutare l’azienda a:
- predisporre procedure aziendali corrette
- definire policy interne su alcol e sostanze stupefacenti
- coordinarsi con medico competente e RSPP
- gestire correttamente i profili disciplinari
- prevenire responsabilità civili e penali del datore di lavoro
In altre parole, non si tratta solo di applicare una norma, ma di proteggere l’azienda, i lavoratori e la sicurezza dell’intero ambiente di lavoro.
E quando si parla di sicurezza e gestione del personale, avere al proprio fianco un ottimo consulente del lavoro — e un consulente esperto di sicurezza sul lavoro — può fare davvero la differenza.
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